RUGO
Dietro il nome Rugo c’è Francesco Ferrari, cantautore nato a Pisa e cresciuto tra Firenze e Lucca. Costruisce canzoni come stanze emotive: piene di dettagli, crepe, e passaggi segreti.
Il progetto cresce per sovrapposizione di linee poco rette: parole, immagini e suono si muovono insieme in una scrittura che osserva da vicino le crepe della quotidianità.
Dopo l’EP indipendente "Panta Rei" e l’album "Affondo", il progetto attraversa anni di silenzio discografico, ma non creativo. Una fase che l’artista descrive come "fuzzata", ma che in realtà diventa la culla dei brani del nuovo album: in "può volare?" le crepe diventano porte.
Nel 2025, Rugo e la sua band (Giovanni Gabrielli, Alessandro Frosini) si chiudono per dieci giorni alla Redroom Recording Studio insieme al produttore e amico Michele Lai. Più che una registrazione è una convivenza: lo studio si fa casa ed i brani prendono forma tra chitarre sature, improvvise aperture melodiche e un’impellenza sonora che privilegia l’istinto alla rifinitura.
"cambia colore" è il primo singolo mostruoso estratto.
"dio mortale": il terzo mostro
Le persone fanno le persone.
Le paure fanno paura.
Ma può succedere che una persona smetta di essere semplicemente una persona. Non necessariamente perché sia davvero speciale, indispensabile, irripetibile. Siamo noi a renderla tale. Le affidiamo aspettative, desideri, paure, bisogni. La ingrandiamo nella nostra testa fino a farle occupare uno spazio sproporzionato rispetto alla stanza in cui viviamo.
Così nasce "dio mortale", il terzo mostro con un volto del percorso di Rugo.
Una figura terrena, resa divina, da qualcuno di altrettanto terreno. Una divinità che, paradossalmente, potrebbe anche non sapere di esserlo mai diventata. Pagana forse, umana molto.
"piena di yogurt": il secondo singolo mostruoso
Un brano veloce, nervoso, diretto.
Alternative rock ruvido e compulsivo che richiama una certa scuola underground italiana, dai Verdena più claustrofobici fino all’esplosione emotiva del noise anni 2000 dei Weezer, trasformando la monotonia quotidiana in un'implosione sonora.
"piena di yogurt" nasce da una sensazione precisa: sentirsi intrappolati dentro una vita che si ripete uguale ogni giorno.
"cambia colore": il primo singolo mostruoso
"cambia colore" racconta quel momento in cui una certezza si incrina cambiando forma e prospettiva alla realtà. La disillusione può sopraggiungere lentamente o come in questo caso, in modo improvviso. "Il fatto - sostiene Rugo - è che quando capisci che sei disilluso, alla fine è già tutto successo, non puoi far molto altro se non accettare".
Il brano si apre sospeso, quasi immobile, come se stesse trattenendo il respiro. Nei primi secondi tutto sembra galleggiare in uno spazio indefinito, poi qualcosa si incrina: le chitarre si addensano, la distorsione cresce ed il pezzo viene invaso da un muro di suono nervoso e stratificato. Sullo sfondo si muovono urla e voci deformate, quasi non umane, mentre la melodia del ritornello continua a prendere boccate di ossigeno, emergendo da un paesaggio sonoro più scuro, in una lotta alla sopravvivenza. È proprio in questa tensione che la canzone trova la sua forma: non è una ribellione, ma una presa di coscienza.
La disillusione non viene scacciata ma viene riconosciuta e lentamente accettata.



